martedì 6 dicembre 2011

Fra le pagine dei profumi dimenticati


Dalla Prefazione al volume di Franco D’Attardi e Gesualdo Adelfio "Profumo d'altri tempi", Edizioni Ex Libris (pp. 240, euro 50)

di Teresa Di Fresco (Giornalista, Vice Presidente Ordine Giornalisti di Sicilia).

Conosco da parecchi anni Franco D’Attardi e la sua passione per ciò che è ricordo, memoria di un passato carico di idee, creatività e fantasia, qualità tutte racchiuse in scrigni di preziosa e quasi spasmodica ricerca che ne hanno fatto un collezionista, attento, di oggetti divenuti oggi simboli del XIX e del XX Secolo.

Gesualdo Adelfio l’ho conosciuto da pochissimo tempo, solo un incontro, ma ho visto brillare nei suoi occhi la stessa luce che attraversa tutti i collezionisti quando mostrano i soggetti del loro culto, le conquiste delle loro trattative terminate con successo, cioè con il possesso dell’oggetto desiderato.

Due vite lontane tra di loro, due percorsi diversi quelli dei due autori ma uniti dallo stesso amore e con un passato di raccoglitori di sogni perduti che ritrovati e messi in salvo tornano a vivere oggi in queste pagine.

E se la vita è l’arte dell’incontro, per dirla con Vinicius de Moraes, è tramite Sebastiano Catalano — mercante scrittore - che Francesco D’Attardi e Gesualdo Adelfio si sono conosciuti, e gliene siamo grati perché forse ciascuno di loro, in solitudine, non avrebbe mai pensato seriamente di pubblicare il libro. “Profumo d’altri tempi” è una raccolta di calendarietti o meglio almanacchi, stille di cultura che attraverso poche pagine raccontavano la vita del tempo che fu, regalavano pillole di saggezza sulla seduzione attraverso la moda, i profumi, i fiori. Oppure, via via che gli anni passavano, narravano di guerre da poco trascorse o di gesta di antichi popoli.

Anche il cinema ne fu affascinato e furono molti gli attori che prestarono i loro volti e spesso i loro corpi alle pagine profumate e racchiuse in piccole buste di carta velina.

E che dire delle case farmaceutiche che propagandavano i benefici delle loro medicine, panacea di miracolose guarigioni.

Il libro non è soltanto la raccolta illustrata di un numero davvero rilevante di calendarietti: gli autori si sono soffermati a raccontarcene la storia, microcosmi di ricordi coriandoli di vita, il tempo che scorre tra le pagine ingiallite, sentimenti e sensazioni che si rinnovano al sentire di un profumo rimasto imprigionato nella memoria di chi, magari furtivamente, sbirciava nei cassetti dei papà, fortunati detentori di emozioni proibite, di caleidoscopici tumulti del cuore che anche il solo vedere spuntare il fiocco del cordoncino di seta pendente tra le sue paginette suscitava, insieme al rossore incontrollabile per un impulso irrefrenabile di giovanile vigore.

Insostituibile viatico per un viaggio nel tempo che attraversa due secoli e che ha visto esercitare l’arte del raccontare sintetico, dell’affascinare e, perché no? della pubblicità.

Custodi di testimonianze, stimolo per una ricerca e una valorizzazione del passato perché senza di esso non v’è speranza di futuro, vogliamo ringraziarli per la loro passione che è per noi opportunità di godere delle piccole gioie di un viaggio a ritroso nel tempo, è riassaporare un profumo perduto d’antico.

La raccolta, divisa in tematiche, offre esempi preziosi a far data dal 1885. Gli autori raccontano, a modo loro, un’ Italia da poco unita ma con un occhio e il cuore particolarmente attento alla Sicilia, e soprattutto a Palermo, perché è qui che è nata la loro passione, la scelta di un collezionismo d’autore con lo sguardo critico alla storia, alla cultura che c’è dietro ogni foglietto stampato e profumato.

Sfogliare le pagine sarà come rivivere sensazioni perdute, riappropriarsi di un passato che è nostro, che è di tutti coloro che in qualunque modo, anche solo perché raccontato, sanno che è esistito e che può ancora rivivere nei nostri sogni, nelle nostre fantasie.


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